La prima chiesa di Rota Fuori era tra le più antiche di tutta la diocesi, collocata in magnifica posizione su aereo poggio proteso dal contorno dei passi e dei transiti delle falde orientali del Resegone sulla vista della Valle Imagna dispiegata fino all’orizzonte dei colli di Bergamo .

La dedicazione a S. Siro, vescovo di Pavia , è da collegarsi all’insediamento, ai tempi dei primi re di Pavia, di arimannie longobarde poste a difesa dei confini e dei passi verso il nord, dopo la sottomissione del duca ribelle di Bergamo da parte del re Agilulfo e della regina Teodolinda nell’anno 593; ed a tale data fanno richiamo le sculture bronzee alle pile dell’entrata.

Trova riferimenti storici anche la data di fondazione 1353, richiamata dalla iscrizione tardiva sopra il portale centrale, in quanto a quegli anni risale l’annessione del ducato di Bergamo al regno di Pavia con la sconfitta di Rotarit ed il prevalere del culto cattolico su quello ariano col vescovo S. Antonino di Bergamo e le predicazioni dei missionari del vescovo Damiano di Pavia .Si sa che una chiesa in luogo fu affrescata attorno al 1470 da Giovanni figlio di Antonio de’ Marinonibus di Desenzano di Albino ed a questo intervento sono riferibili, per datazione e per stile, gli affreschi riscoperti, con il romanico antico portale, nel rifacimento della facciata sotto il portico di entrata nell’anno 1995. La chiesa consacrata il l0 giugno 1511 da Vescovo Giustino Poliano è descritta da S.Carlo Borromeo, visitatore apostolico il 14 ottobre 1575, “sufficientemente ampia decorata ricca di pitture e con cinque altari “: quello maggiore volto verso oriente Sotto un’ampia cappella a volta e dipinta, a destra l’altare di S. Maria con immagine, e quello a volta con immagine di S. Antonio affiancato da un pozzo a cui si attinge acqua; a sinistra l’altare dedicato a S. Giovanni e, vicino all’ingresso in una cappella spaziosa e dipinta con l’immagine, l’altare di S. Siro. Il cimitero non recintato si trova attorno alla chiesa, il campanile risulta distaccato dalla chiesa presso la casa del parroco a circa 150 passi “assai comoda e con giardino”.  La bella chiesa attuale fu iniziata nel 1724 e compiuta nel 1765. Sul portale laterale è incisa la data 1750; il portale in facciata pure settecentesco è in pietra nera molto ben lavorata; l’arioso portico poggiante su quattro colonne in pietra assai eleganti, con l’arco centrale totalmente pensile, lo si vuole del celebre arch. Giacomo Quarenghi nativo e battezzato in questa chiesa come certifica la registrazione dell’archivio parrocchiale nel 1744. La chiesa fu consacrata il 16 luglio 1861 dal vescovo Pier Luigi Speranza che conferma l’antico titolo di S. Siro vescovo. Nel 1906 vi furono condotti importanti lavori di restauro dall’arch. Emesto Pirovano. Nel 1973 la Poliarte di Verona rinnovb tutte le vetrtate su raffinati cartoni di Giacomo Marra e nel 1974 il decoratore Antonio Pasinetti riguadagnava particolare splendore alle tinteggiature ed agli ori dell’interno mentre si ristrutturava il presbiterio secondo le nuove norme liturgiche. Di particolare compimento la solenne posterla in legno e vetri policromi, dono alla parrocchiale del vescovo Giovanni Locatelli nell’anno 1989. Opere di più impegnativa consistenza hanno concluso gli ultimi anni con il rifacimento della estesa copertura del tetto in pietra di Carona nell’ anno 1995, a sostituzione delle antiche ”piode” conservate sul timpano di testa, con il restauro delle facciate e con la coperta in rame della corona dell’attuale campanile che, notevolmente distanziato dalla chiesa, sorge forse su strutture di antico castello e reca otto campane, ricollocate, dopo la requisizione nel 1942 delle precedenti del 1898 e consacrate dal vescovo Adriano Bernareggi il 16 agosto 1951. Sono poi seguiti il recupero ed il restauro degli affreschi esterni ed interni negli anni 1999-2001, ed infine la valorizzazione del magnifico sagrato in acciottolato lavorato di sasso locale, di particolare pregio conservativo degno di abbinamento e contiguità all’ originale pavimentazione in piode  a mosaico dell’interno, copmtua e custodia anche degli antichi vmi di sepoltura, usati fino ai decleti napoleonici e segnati dalle quadrate Wole di pietra distanziate nella camminata centrale.Di interesse archeologico potrebbe essere lo studio e l’indagine della spianata del sagrato e delle fondazioni della chiesa, che cw i vani ~erranei sepolcrali del pm.tico e della navata, non che dei vuoti sotterranei della cripta, adibita a cappella esterna sotto la sacrestia, e delle ~otte esistenti sotto la casa parrocchiale, potrebbero indicare un sito sacro di frequentazione precl.istiana. Nella sacralazione di opere di valme il pezzo più antico è costituito da una curiosa e piccola scultura in marmo, ( 1) rinvenuta in scavi di ampliamento del 1906 tra la ripiena attorno alla chiesa, da ritenersi cesse parte della vecchia parrocchiale5 tra le più antiche della diocesi, con attorno 1’area cimiteriale, da &r risalire al )300 ed ai canoni dei maestri comacini e dell’Antelami, raffigurante una Maternità che con i simboli del ~ere (il trmo e il globo) e della dottrina (il litwo aperto) riafferma l’autm.ità e l’insegnamento della Chiesa cwtestate dalle eresie medioevali e non solo: Maternità, Madonna, Chiesa madre-maestra, certo la Madonna più antica della Valle lmagna. Tra i dipinti si possono ricordare: L’Ultima Cena (2) dipinto di autore ignoto del ‘600 di recente restauro, la tela di S.Giovanni Battista (3) tra vari santi eseguito da Giacomo Cotta nel 1687 per Gennaro Quarenghi5 l’lmmacolata (4) del 173& di Francesco Quarenghi5 padre di Giacmno ,la tela con santi Antonio, Sebastimo e Rocco (5) di Giacmno Daina (1789) 5un dipinto della scia di Mauro Picenardi ()8)5) cw il Battista, 5. Siro, 5. Gottardo5 5. Carlo, S.Luigi ed altri santi (6) sostituì il presente soggetto 8 dedicazione del Battista del Cotta. Il quadro ~ i santi Gaetano, Filippo5 Caterina5 Antonio di Padova ed, in alto, Incoronazione della Vergine, (7) restaurato il 2 settembre 20005 proviene dal15m.atorio di 5. Gaetano in Pragatone. Degni di citazione e di valorizzazione e i quadretti dei misteri del rosario (8) che contornano 1a statua all’altare della Madonna di autore ignoto del ‘600. 1 tre affreschi del coro, (9) come pure un Transito di S. Giuseppe con Sacra Famiglia (lO) presso la porta laterale sinistra nella navata, sono del pittore locale Antonio Sibella ( 1885). Gli affreschi della volta furono tutti visti nel 1906 da Giovanni Cavalleri di Sabbio.  La via crucis è del 1763. Di originale interesse per la collocazione e per la ~ttura il grande Crocefisso murato nella cuspide dell’abside a dominio di tutto il sacro spazio. La vasca battesimale ( 1 1) reca scolpita la data 1614. L’organo è dei fratelli Serassi (1859). 1 banchi dei parati del presbiterio sono in noce intagliato del 1832 e allo stesso tempo si può attribuire l’arredo delle sacrestie, l’antico confessionale ed il pulpito in legno scolpito . Di notevole interesse i recenti bronzi dello scultore Nicola Sebastio (12) collocati, negli anni 90 su donazione dei Rota dell’Italia e dell’estero, come formelle all’altare di S. Siro nella figurazione dei santi Michele, Giorgio5 Antonio, Giovanni Battista, Martino e Andrea di venerazione longobarda, che con le figure di regine, la croce-ruota del paliotto e le dedicazioni sopra le acquasantiere ripropongono la storia e l’antichità della fondazione di questa chiesa. Sempre con Io stesso autore si conclude l’inventario nella donazione da parte dello stesso alla chiesa di S. Siro di Rota d’ Imagna di due opere emblematiche e paradigmatiche per il nuovo millennio: la “Croce del millennio” (1) appunto con la chiesa d’Occidente e d’Oriente (S. Benedetto ed i santi Cirillo e Metodio) che salgono verso il “banchetto celeste”, e 1’Ambone (13) come annuncio della Resurrezione, dove i simboli dei Vangeli sorgono “dal sepolcro come il Risorto, e dove l’arte diventa”arte sacra” cioè capacità di trasmettere un messaggio ed un annuncio di Salvezza. Queste opere con gli interventi conclusi nei primi anni del 2005 costituiscono, all’inizio del millennio, gli ultimi abbellimenti per le celebrazioni che, nel 2003, potranno vantare per questa magnifica chiesa 1300 anni di fondazione.